Che cos'è per te il ritratto?

testo di Silvia Losurdo - fotografie backstage di Nicola Perrucci

Se potesse bastare una sola frase per descrivere questo laboratorio di ritratto fotografico, sarebbe questa: una domanda. Un punto interrogativo, la ricerca di una risposta.

Si è concluso da qualche giorno il laboratorio dedicato alla fotografia di ritratto, a cura di Antonio Patella e Nicola Petrara. 

Il corso si è strutturato in due parti distinte, alternate: esercitazioni su due set fotografici, con tipologie di luce differenti, e lezioni teoriche con revisione dei lavori, sia precedenti sia realizzati all’interno del corso. Durante il primo weekend gli studenti sono stati immersi nel mondo del ritratto attraverso le parole del docente Antonio Patella, abbracciando brevemente la storia della fotografia e, più approfonditamente, quella del ritratto. Successivamente si è passati ad analizzare i lavori già prodotti e selezionati, cercando di capire l’approccio al ritratto di ogni allievo.

Il secondo giorno è stato occupato dalla pratica in studio, durante la quale gli studenti hanno dovuto confrontarsi e approcciarsi a due modelli. La prima vera sfida è stata sicuramente quella relativa al confronto con l'altro: la ricerca dell'intimità con il soggetto da fotografare e l'imbarazzo scaturito dalle personalità forti dei modelli. Dopo l’introduzione e la spiegazione delle tipologie di luci da poter utilizzare, da parte dei due docenti Antonio Patella e Nicola Petrara, i ragazzi sono stati divisi in due gruppi e si sono alternati su due set, con un modello e una luce differenti (continua e flash). È stato chiesto loro dai docenti di cercare di capire cosa avrebbero voluto fotografare; come si dice in gergo, di immaginare la fotografia finale già nella testa, insomma di avere un progetto, ma soprattutto di impegnarsi nel comunicare con il soggetto, di metterlo a proprio agio, di guidarlo verso ciò che volevano catturare, e questo attraverso l’instaurare un “rapporto” al di là dell’esercizio in sé e nell’arco di pochi minuti a disposizione. Questo è stato l’ostacolo più grande che, con non poche difficoltà, gli studenti hanno cercato di superare: alcuni riuscendoci in parte, altri raggiungendo l’obiettivo.

Il secondo weekend, che è coinciso con la seconda parte del laboratorio, ha visto gli studenti impegnati nel ritratto in esterna, nello splendido scenario di Tenuta De Laurentis, messa appositamente a disposizione dalla gentile proprietà.

Nella mattinata di domenica primo febbraio, i ragazzi hanno avuto l’opportunità di sfruttare sia gli spazi interni sia quelli esterni e hanno dovuto cimentarsi con i ritratti dei loro compagni di corso. Questa volta la sfida è stata principalmente quella dell’utilizzo della luce naturale, che ha riservato non poche sorprese, e il compito assegnato dal docente Antonio Patella: elaborare un’idea di racconto da sviluppare attraverso le loro fotografie, che avrebbe dovuto coinvolgere non più uno, ma due soggetti da ritrarre. Il dover immortalare persone con le quali avevano già preso confidenza e che conoscevano da qualche giorno ha sicuramente contribuito a rendere l’esercizio fotografico più fluido e meno concitato, ma il meteo, non proprio “amichevole”, ha regalato momenti di nuvole e sole alternati a pioviggine e sferzate di vento, mettendo alla prova le ambientazioni e i soggetti coinvolti nella narrazione. L’ultimo esercizio è stato quello di eseguire un ritratto all’esterno con doppia luce, ossia luce naturale e luce flash, posizionata dagli studenti in maniera differente a seconda della propria visione, della propria idea e del proprio linguaggio fotografico.

Dopo una breve pausa pranzo si è proceduto con la lezione in aula, che ha visto i docenti impegnati nella revisione dei lavori prodotti. E lì, prima di iniziare, è arrivata la fatidica domanda: Che cos'è per te il ritratto? Una domanda apparentemente banale, senza pretese, un modo per i docenti di capire che cosa fosse arrivato durante i giorni di lavoro. È qui che è scattata “la magia” che caratterizza i corsi di Paf. Tra commozione involontaria e incapacità sintattica di riuscire ad esprimere appieno il turbinio di pensieri che affollavano le loro teste, i ragazzi si sono ritrovati a domandarsi che cosa volessero esprimere e comunicare attraverso le loro foto, che cosa potesse rappresentare per loro il ritratto di un essere umano.

Così, con gli animi ancora sconvolti dalle emozioni e affamati di nozioni e informazioni, i docenti hanno proceduto ad analizzare le foto realizzate.

Sono state spese parole positive e qualche correzione tecnica, ma quello che gli insegnanti hanno tenuto a precisare è stato il consiglio di allargare lo sguardo, di allontanarsi dalla propria comfort zone fotografica, di buttarsi in qualcosa di lontano dalle proprie sicurezze e di rischiare.

Alla fine di questo laboratorio la domanda rimane: è il ritratto la modalità con cui si può scavare dentro se stessi? Il mezzo fotografico che permette di raccontare chi siamo attraverso l'altro?

Autori delle foto allievi:
Annarita Ardino - Mariagrazia Tritto - Anna Giustino - Annarita Ninivaggi - Rosa Ventrella - Paky Sardone - Giuseppe Viti - Gabriele Cananzi - Francesca Rondanelli - Sara Chironna - Carmelita Guarnieri